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EX Deposito Atac di via della Lega Lombarda
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26 luglio 2007 - Bruno Cameli
Il 26 luglio di un anno fa il consiglio del terzo Municipio decretava lo stato di agitazione permanente contro la realizzazione del progetto di edificazione del deposito Atac realizzato dal VI^ dipartimento del Comune di Roma.
Nonostante lo stato di agitazione non fosse mai stato revocato il progetto è andato avanti ed ha assunto un nome pomposo: La città del sole, di cui si vantano i tanti pregi ecologici per coprirne i limiti sociali e le tante deroghe alle norme del piano regolatore.
Nonostante il consiglio Municipale avesse chiesto di esprimere un parere negativo in conferenza dei servizi l’ufficio tecnico, accompagnato dalla Vice Presidente Del Bello ha espresso parere positivo.
Nonostante l’opposizione di facciata il Terzo Municipio ha assecondato le scelte del Comune di Roma.
Per evitare incidenti di percorso è sceso in campo direttamente il Sindaco Veltroni.
La storia del deposito Atac è una macchia che dimostra l’incapacità dell’amministrazione locale di difendere gli interessi primari dei cittadini.
Questo giornale è nato sulla vicenda del deposito Atac quando un gruppo di cittadini, oltre due anni fa, ha intuito quello che stava avvenendo.
Per non calare il silenzio su questa storia vi riproponiamo una sintesi ed i documenti principali sulla vicenda
Breve sintesi
Il deposito Atac di via della Lega Lombarda viene edificato
negli anni 30 dallo IACP, progettato da Guido Guidi e da Sabatini, vicino al
cimitero monumentale del Verano ed a ridosso del nuovo quartiere Tiburtino II in
quella che allora era la periferia della città.
In un’area di 9800 mq vengono realizzati edifici per 5200
mq per ospitare la rimessa degli autobus, le officine e gli uffici, mentre un
enorme piazzale viene lasciato libero come area di manovra.
Negli anni 90 ,l’area diventata centrale rientrando in
quella che si definisce città consolidata e si comincia a parlare di riutilizzo
del deposito.
Il Piano Regolatore che comincia a prendere forma inserisce
il deposito nell’Ambito di valorizzazione C3 (delle Provincie Lega Lombarda) con
l’obiettivo di recuperarlo a funzioni culturali di livello urbano e per servizi
amministrativi.
Il 30 settembre 2002 il Consiglio del terzo municipio
delibera l’utilizzo dell’area a sede del municipio.
Ne nasce uno scontro fra le forze politiche della
maggioranza con i DS locali oppositori del progetto perché ricordano che
Veltroni ha sempre sostenuto pubblicamente di destinare tutta l’area a servizi
culturali e sociali per il quartiere.
Nel 2003 il Consiglio Municipale esprimendo un parere sulle
osservazioni al piano regolatore chiede “la cancellazione dell'individuazione
a servizi pubblici di livello urbano per il deposito A.T.A.C. di Via della Lega
Lombarda.”
Dell’area non si parla più ma il primo agosto 2005 il
Consiglio Comunale approva la delibera 186
“Approvazione, nell'ambito
dello schema di contratto di finanziamento tra ATAC S.p.A. e Cassa Depositi e
Prestiti, degli impegni richiesti al Comune di Roma.”
La Delibera che passa
inosservata ai più chiede un finanziamento di 160 milioni di euro in due trance
alla cassa depositi e prestiti da restituire mediante alienazione di 34 aree di
proprietà Atac (vedi appendice): di fatto i depositi non sono più
proprietà di Atac.
Nel febbraio 2006 in sede di Controdeduzioni alle
osservazioni al Piano Regolatore i cittadini chiedono il mantenimento della
destinazione dell’area a sede del Municipio proponendo lo scambio dell’area con
la sede del municipio di via Goito (di proprietà pubblica) per salvaguardare la
destinazione dell’area del deposito ed allo stesso tempo il diritto di Atac di
fare cassa.
Nella Delibera Municipale si chiede di non aumentare le
cubature esistenti realizzando un ampio percorso di partecipazione.
Nonostante delibere di facciata gli amministratori pubblici
conoscono bene il destino dell’area e per evitare incidenti di percorso in una
riunione riservata fra tutti gli attori (Assessore urbanistica Morassut,
Assessore Lavori pubblici D’Alessandro, Assessore al bilancio Causi, Presidente
Risorse per Roma Proietti) a metà febbraio 2006 si chiede agli esponenti locali
dei DS di non creare problemi all’iter del progetto facendo presente che la
mancata approvazione metterebbe a rischio di fallimento l’Atac proprio per aver
contratto il prestito di cui sopra.
Approvato il Piano Regolatore in sede di Consiglio
Comunale pochi giorni dopo (15 marzo 2006) la VII^ U.O del VI Dipartimento del
Comune di Roma presenta un piano di assetto che modifica radicalmente la
destinazione dell’area prevedendo per il deposito Atac
Si prevede:“una edificazione complessiva di mq. 11.800
di S.U.L., da destinare a:
Residenziale: mq. 5.400
circa di S.U.L.;
Commerciale: mq. 2.500
circa di S.U.L.;
Servizi (CUa): mq. 3.900
circa di S.U.L.;”
Nel progetto il rispetto dello standard di verde è
garantito:
“da spazi configurati a
verde che si inseriscono nelle parti edificate,completandone l’immagine urbana e
da giardini pensili a copertura del basamento unitario del progetto;”
si prevede una dotazione di parcheggi e di box ma non si
capisce in che termini sono a disposizione dei cittadini, mentre come dotazione
di servizi pubblici si prevede un’area di 1700 mq a disposizione dei cittadini.
Per rendere allettante il progetto al municipio si
garantisce un milione di euro di extraoneri: in sostanza un progetto che non
rispetta gli standard urbanistici previsti dal piano regolatore appena
approvato.
Un esempio per tutti la deroga per il computo dei volumi
così riportata nelle delibera 118:
“è prevista la deroga alle
N.T.A. del P.R.G. per il computo dei volumi edificabili relativi a spazi
destinati ad accogliere grande affluenza di persone o impianti di ricerca ed
esposizione, che saranno computati con riferimento ad una altezza virtuale di m.
3,20, anche quando l’altezza effettiva sia superiore per esigenze funzionali;”
Con queste deroghe si riesce
ad aumentare la cubatura esistente di circa il 40%.
Il 7 aprile 2006 il Consiglio Municipale delibera il parere
negativo al progetto ma il comune va avanti ed il 10 maggio a consiglio comunale
oramai sciolto per le imminenti elezioni in una seduta straordinaria che vede la
partecipazione del numero minimo di Consiglieri si approva il piano di assetto
con la delibera numero 118.
Ai primi di luglio 2006 l’Atac mette all’asta il deposito.
Ma molti cittadini non sono d’accordo e anche l’intero
Consiglio Municipale.
L’Associazione Piazzablog presenta 20 ragioni di
opposizioni al progetto, a destare preoccupazione oltre all’aumento di cubatura
ed al cambio di destinazione vi è la suddivisione dell’ambito di valorizzazione
in due sub ambiti (deposito Atac di Lega Lombarda e l’area artigianale di via
cupa) con lo spostamento delle destinazioni di pregio sull’area Atac e quindi
con la manifesta intenzione di abbandonare l’area di via Cupa al degrado ed alla
speculazione privata.
Non a caso infatti proprio in questo periodo si vedono i
primi cantieri nell’area di via cupa: ai vigili intervenuti i proprietari
esibiscono autorizzazioni del 9^ dipartimento per edificare un centro
commerciale e dei parcheggi dove invece secondo il progetto del Comune dovrebbe
nascere una piazza.
Attraverso una campagna di stampa i cittadini ottengono
l’attenzione di alcuni Consiglieri Comunali ed il giorno 17 luglio viene votato
al Comune all’unanimità un Ordine del Giorno che impegna il Sindaco Veltroni ad
attuare un percorso di partecipazione.
Sollecitato dai cittadini il Consiglio del terzo Municipio
il 26 luglio approva una delibera dove ribadisce la contrarietà al progetto e
chiede, fra l’altro, la sospensione del bando di Gara dell’Atac e di esprimere
parere negativo in sede di Conferenza dei Servizi.
In sede di Conferenza dei Servizi l’ufficio tecnico
del terzo municipio, accompagnato dall’assessore all’urbanistica, nonché
VicePresidente Francesca Del Bello, esprime invece parere positivo.
Le opposizioni dei cittadini vengono tutte bocciate, come
vane sono le sollecitazioni a dare corso ad un percorso di partecipazione da
parte della capogruppo comunale di Rifondazione Comunista (Adriana Spera) e la
conferenza si chiude il 29 novembre con alcune osservazioni fatte dai diversi
partecipanti.
Di particolare rilievo quello della Sovrintendenza ai Beni
Architettonici che nei fatti considera il progetto incompatibile con
l’insediamento del Tiburtino II e quello dell’ufficio urbanistico della regione
che chiede di vincolare la realizzazione del sub-ambito del deposito alla
realizzazione del sub-ambito relativo all’area di via cupa.
Da sottolineare come gli uffici preposti non solo non hanno
attuato un percorso di partecipazione ma nemmeno stimolato la costituzione del
consorzio per la realizzazione dell’ambito di via cupa.
Il 27 aprile il Sindaco di Roma Walter Veltroni convoca una
Conferenza Stampa dove presenta il progetto vincitore del bando di gara
aggiudicato alla ditta Parsitalia per 23 milioni di Euro.
Il progetto di massima presentato prevede l’edificazione di
13.500 mq contro gli 11.800 mq previsti dalla delibera 118 del 10 maggio 2006.
Va evidenziato come il progetto del deposito di Lega
Lombarda diventi il modello per tutti i depositi in dismissione a partire da
quello di Vittoria (quartiere Prati) e San Paola attraverso il percorso indicato
da Atac come “Rimesse in gioco”.
La Conferenza dei Servizi sul progetto preliminare
organizzata in tutta fretta si tiene il giorno 7 giugno e pur registrando la
partecipazione del Presidente del terzo municipio Orlando Corsetti si chiude
senza alcuna controindicazione.
Elenco documenti
Delibera controdeduzioni
Consiglio municipale 2003
Consiglio municipale 2002
Sollecito partecipazione/a>
Delibera depositi 2005
Conferenza dei servizi atac
Sintesi progetto Power Point arc. Raggi
ODG partecipazione
Opposizioni progetto
Opposizioni parte 2
osservazioni Progetto
Delibera municipio aprile 2006
delibera_ataclegalombarda_2006.pdf
illuogoambitodivalorizzazione.JPG
ambitoc3.jpg
cennistoriciatac.pdf
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